La «trilogia dei cimiteri»: tre cinerari nei camposanti di Paluzza, in Carnia (cimitero di Timau)

Progetto: Federico Mentil (Ceschia e Mentil Architetti Associati)

Committente: Comune di Paluzza (UD)

Destinazione d’uso: cinerari

Ingegneria strutturale: ing. Todeschini

Impresa esecutrice (general contractor): Cella Costruzioni, Udine

Progettazione: 2021 · Costruzione: dal 2022 · Completamento: 2025

Materiali: marmo bianco di Car

A Timau-Cleulis, Paluzza e Rivo, tre interventi cinerari trasformano il passaggio alla cremazione, di norma risolto con loculi prefabbricati, in un’occasione di progetto e in un luogo di memoria collettiva, in costante dialogo con il paesaggio alpino. Tolmezzo (UD), 07/07/2026 Federico Mentil ha completato nel 2025 tre cinerari nei cimiteri comunali di Paluzza, in Carnia: a Timau-Cleulis, nel capoluogo in località San Daniele e a Rivo. Riuniti sotto il nome di «trilogia dei cimiteri», gli interventi affrontano una necessità imposta dalla diffusione della cremazione (il deposito delle ceneri) evitando la soluzione più consueta, le file di loculi prefabbricati addossati ai muri di cinta, e inserendosi invece nello spazio sacro in modo misurato, come luoghi di contemplazione e di memoria. I tre camposanti sorgono ai margini dei rispettivi paesi, affacciati sulla dorsale che chiude la valle del But sullo scoglio del pizzo Timau, e condividono un carattere: alte cinte in pietra che escludono il paesaggio prossimo per concentrare lo sguardo sulle creste. Su quelle pareti, lapidi e fotografie dei defunti esumati fanno della visita un percorso di memoria. È in questo contesto che ogni cinerario nasce da un’appartenenza precisa al luogo, anziché da un modello ripetuto. A

Timau-Cleulis

l’intervento occupa il pronao che precede la camera mortuaria: uno spazio altissimo, aperto sulla valle da un grande arco, dove una veletta in legno di larice raccoglie il volume dell’ossario, riportando lo spazio a una misura antropologica e una panca in cemento individua l’unico punto esatto da cui contemplare, in raccoglimento, le montagne.