33 dischi al metro /porta cd
Cronologia: dicembre 1999
L’idea alla base del porta CD “33 dischi al metro” nasce dal desiderio di avere un oggetto che, piuttosto di contenere i dischi, li esponga in maniera semplice ed economica.
Per contenere una collezione di dischi (comunque in fieri) non c’è cosa migliore di un cassetto. Per esporre i propri dischi preferiti, può essere divertente, invece, pensare di possedere un oggetto diverso, versatile, spiritoso, che permetta, a chi lo possiede un utilizzo creativo.
E’ realizzato con una fascia di silicone (oppure in un materiale con caratteristiche fisiche simili) dell’altezza di circa venti centimetri, di spessore mezzo e lunghezza a piacere.
Sul materiale viene realizzato una casuale successione di tagli nei quali inserire i Compact Disc. Si definisce quindi un oggetto completamente insolito, dove non è chiaro il ruolo degli elementi che lo compongono. Nella versione orizzontale è forse il CD che porta il porta-CD?
Inserire i dischi nelle fessure del materiale, trovarne la forma più adatta in rapporto alle proprie esigenze sono gli atti che danno vita all’ oggetto, anche funzionalmente, in caso contrario rimane inanimato, in potenziale attesa, indefinito nella forma così come nelle ombre.
Nella versione verticale ulteriori contraddizioni si esprimono attraverso l’ apparente instabilità data dalla sospensione, ma grazie all’attrito del materiale, ad un ragionamento intuitivo su pesi e baricentri e naturalmente alle dimensioni standardizzate dei dischi, il sistema è sempre in equilibrio.
In ogni caso, sia con il materiale trasparente, sia opaco o traslucido, le suggestioni date dalla luce naturale o artificiale che colpisce l’oggetto, ne amplificano l’aspetto scenografico modificandone l’immagine.






